Correre per non scappare

Testo e regia di G. Putzolu. La storia di Jesse Owens.

La Germania, nel 1931, ancora democratica, si aggiudica come sede le Olimpiadi. Le Olimpiadi si dovranno tenere a Berlino, nel 1933, in un clima infarcito dal terrore nazista e già in odore di leggi e discriminazioni razziali. Hitler capisce di avere a disposizione una cassa di risonanza straordinaria sopratutto per propagandare le sue idee sulla superiorità della razza ariana. La Germania deve vincere tutto il possibile e soprattutto deve imporre la sua superiorità sulle razze inferiori. Tra i paesi democratici si discute se cambiare sede dei giochi o boicottare le olimpiadi, la maggior parte dei paesi decide infine di aderire e di partecipare ad un evento straordinario come quello delle olimpiadi anche se a Berlino. Anche gli americani alla fine di un incontro molto discusso, decidono di partecipare e di mandare, tra gli altri,  il loro campione di colore Jesse Owens. Nessuno può immaginarlo, ma questo è l’inizio di una amicizia e una lealtà sportiva che va oltre le olimpiadi stesse. Il campione tedesco Luz Long, a cui Hitler affida la sfida contro il campione nero americano, Jessie Owens, non solo diventa amico dello sportivo, poi anche dell’uomo per tutta la vita, ma addirittura darà a Owens i consigli necessari per poter vincere la gara di salto in lungo. Una storia che supera ogni ideologia, ogni barriera carica di pregiudizi. Una storia semplice, piena di umanità, che rimette l’uomo e i suoi sentimenti più puri al centro del camino di civiltà più volte interrotto… una storia che ancora oggi dovremo ricordare per non ripetere gli errori del passato!