I sogni di Elmer

Liberamente tratto da Elmer, l’elefante variopinto di David McKee; testo e regia di Giorgio Putzolu con Rosa Maria Messina,
Sara Cenia e Riccardo Colombini in collaborazione con Schedia Teatro (Marcallo con Casone)

Gli uomini hanno bisogno di spazio, la città si avvicina, preceduta dalla discarica e dalla spazzatura sparsa dappertutto. Tutti gli animali, commossi, hanno già salutato la savana. Solo gli elefanti hanno cercato di resistere, ma ora, stanno organizzandosi per partire. Tra loro Elmer, un elefantino colorato molto particolare che non vuole abbandonare la savana. Elmer sogna a colori, gioca a colori, vive a colori. Come i bambini trasforma la realtà in un’avventura fantastica. È curioso, tocca tutto e, sporcandosi dei colori del mondo, diventa irriconoscibile agli altri... La nonna, che pure di solito ne condivide la curiosa vivacità, ora si arrabbia. Si è di nuovo sporcato ritardando ancora la partenza. Si fermano per fare il bagnetto in una pozza d’acqua, che Elmer trasforma in un’enorme cascata di schiuma, di gioco… ma il branco preme, bisogna andare… È così che, Elmer, approfittando di un attimo di distrazione della nonna, comincia a trasformare tutta la spazzatura in materiale vivo. Colora su una grande tela, la terra pulita, il cielo africano, l’erba e il sole, con un grande tubo edile costruisce il collo di una giraffa con i rastrelli gli artigli del leone, con gomme e grondaie un albero, insomma trasforma la spazzatura in una savana fantastica piena di vita e di colore. Quella tela sarà il punto di partenza di un avventura fantastica, ma molto utile. Incisa dagli animali evocati emmergeranno dalla tela un serpente, che gli lascerà la sua muta che gli insegnerà ad accettare il cambiamento, la giraffa, che gli farà apprezzare il cielo e gli regalerà le stelle, e il leone che gli farà conoscere la rabbia. Il gioco però farà allontanare involontariamente Elmer dal luogo conosciuto facendolo perdere. Conoscerà il senso di smarrimento, di paura e di solitudine che lo porterà, nel tentativo di ritrovare la nonna, al cimitero degli elefanti. Una zanna, particolarmente colorata, lo colpirà per la sua bellezza. E sarà proprio quella zanna che gli farà salvare un bambino, la savana e ritrovare la nonna che, infine, gli svelerà che… quella zanna era del nonno, e che contiene una piccola magia… Un fiore che colorerà Elmer dell’unico colore che gli manca, il rosso!

Lo spettacolo è nato dall'incontro tra la nostra esigenza di parlare ai bambini, attraverso la pittura e il gioco, dell'avventura della vita, e delle tavole dei libri di Elmer di cui siamo rimasti fortemente impressionati e suggestionati. Quando abbiamo completato la storia ci siamo resi conto che dovevamo confrontarci, se volevamo sfruttare appieno le sue potenzialità, con diversi linguaggi. Abbiamo, quindi deciso di costruire la narrazione attraversando e manipolando in scena, un telo di 4mt x 3 come fondale su cui il personaggio Elmer con il colore ridisegna il mondo in cui vive colorandolo di tutte le sue esperienze. Gli stessi attori avranno dei vestiti su cui si puliranno le mani intrise di colore, diventando essi stessi quadro. Nel costruire la storia, invece, ci siamo concentrati sul valore delle prime esperienze individuali dei bambini che, già in una prima fase della loro vita, li rende unici e bisognosi di conferma del loro percorso e della loro visione e sensibilità nei confronti del mondo. Elmer, l'elefantino, come i bambini, individua nel territorio, nel gruppo (e nella famiglia, anche allargata, quindi del Nonno), tutti i punti di riferimento in cui "legge" continuamente il riflesso delle sue esplorazioni, delle sue scoperte, delle sue ansie. È proprio la perdita di riferimenti attraverso l'esplorazione di nuovi ambienti e curiose relazioni che porterà Elmer ad una perdita necessaria, poiché rappresenta quel momento di crescita che ha bisogno di solitudine, di confronto non protetto, di necessità di misurazione delle proprie forze. Abbiamo lavorato su tutto ciò che per noi è Indispensabile. I sogni di Elmer è il nostro contributo all'arte che diventa esplorazione e collegamento fra la poesia e il mondo!

Abbiamo giocato con i bambini cercando di nutrirci, e mettondoci in contatto, con quella parte di curiosità "ingenua" che tutto rende vivo e possibile, quella necessità naturale di stabilire una relazione con tutto ciò che intercetta la curiosità e fa immediatamente scattare associazioni fantastiche. Dal punto di vista pedagogico abbiamo scelto e individuato alcune aree di esplorazione che elenchiamo di seguito: la costruzione e il riconoscimento del proprio ruolo nella formazione del nuovo gruppo e con individui diversi dal proprio nucleo familiare; le esperienze vissute e le ripercussioni che hanno su ognuno di noi; il viaggio come percorso di crescita e di scoperta; l'incontro con i pericoli, essere salvati e salvare qualcuno; Vi consigliamo di affrontare questi spunti didattici associando, a ogni area di riflessione, una musica, la visione e/o la realizzazione di un quadro. suggeriamo di fare in modo che le aree di suggestione e di lavoro siano per i bambini un gioco, il più libero possibile... e buona visione.

Sogni Elmer
Sogni Elmer 1
Sogni Elmer 2