Il cielo di Laura

Testo e regia di Giorgio Putzolu. Con Irina Lorandi, Rosa Maria Messina, Giorgio Putzolu.
Liberamente ispirato a La stella di Laura di di Baumgart Klaus.

Uno spettacolo che parla ai bambini di cambiamenti e di metamorfosi, una condizione di vita che ci accompagna da piccoli fin all'età adulta. Laura è una bambina tranquilla, felice si potrebbe dire, fino al giorno in cui i genitori devono cambiare casa. Sarà l'inizio di una metamorfosi, divertente, fortissima e costante. Lo spettacolo inizia con l'occupazione della nuova casa, con il classico scarico degli innumerevoli scatoloni che accompagnano ogni trasloco. Il padre li porta in scena e la bambina li porta via ed, in crescendo di delirio comico i due cominceranno a litigare sul senso di appartenenza al luogo. Il cambio di casa porterà con se la perdita dei primi amichetti, degli spazi conosciuti, dei riferimenti, delle abitudini. La successiva caduta dei primi dentini e un piccolo taglio che porterà la protagonista a vestirsi completamente, e significativamente, di cerotti, sarà il punto di svolta, e di resistenza, al cambiamento. Il cielo, con le sue stelle, sta sempre là... tutto cambia costantemente in noi, ma non i sentimenti, stelle polari della nostra vita. Scheda didattica Volevamo parlare di crescita, nella nostra società, ai bambini e, per converso, condividere questo tema con genitori e insegnanti. Come sempre il nostro primo passo è stato dedicato all'indagine su come l'infanzia affronta, riconosce, o elude, questo momento, che a volte si può trasformare in disagio e in alcuni casi, un problema. Non è facile riconoscere i passaggi naturali in cui la crescita si manifesta, se per crescita intendiamo lo sviluppo di orizzonti nuovi, l'affacciarsi di nuovi desideri, la continua ricerca di maggiore autonomia e affermazione insiti nella storia di ognuno di noi. Non è facile perchè i passaggi il più delle volte avvengono in concomitanza di fatti che ne nascondono, o ne mascherano, l'evidenza. Non è facile perchè i tempi del cambiamento a volte sono scelti dalle circostanze della vita e non sempre si è pronti ad affrontarli! Abbiamo così scelto una storia che coinvolgesse tutte e tre le istituzioni, e le figure centrali di cui ne fanno parte, che nella società contemporanea fanno da cardine e punto di riferimento nell'età che va da sei ai dieci anni. Le istituzioni sono la famiglia, la scuola, la società. Così nella nostra storia i genitori devono cambiare, per questioni di lavoro, casa e città.

È una sfida per loro, una sfida di cui hanno calcolato i costi e i benefici... Laura, la figlia di 9 anni, la sente come una violenza al suo mondo. I genitori hanno cercato di parlarne con Laura, ma la sua resistenza al cambio è stata irremovibile. Per lei il cambiamento avviene in un momento sbagliato, non lo accetta. Si trova nella condizione di dover abbandonare i suoi amici, la sua insegnate e i compagni, la sua vecchia stanza e il quartiere in cui si sentiva sicura. I genitori cercano di affrontare la questione ma sembrano inadeguati. La sua insegnante assieme ai suoi compagni hanno provato ad aiutarla, anche organizzando una festa, ma nulla. La prima risposta che Laura ha, appena arriva nella nuova casa, è di tipo fisico. Porta fuori dalla nuova casa gli scatoloni che il padre porta dentro, crea incidenti e inciampi continui. La seconda risposta che Laura ha è di tipo psicologico, si crea un amico immaginario. La terza risposta è di tipo fantastico. Approfitta di un momento di assenza dei genitori per costruire con tutti gli scatoloni, come fossero pezzi di puzzle, un enorme quadro, Il cielo stellato di Van Gogh. Trasforma tutti gli oggetti in una sorta di costellazione personale, insomma adatta il mondo a se. Sarà il portinaio della nuova casa, sud americano, ma sopratutto la figlia che ha la stessa età di Laura, in sostanza la vita con i suoi strumenti, a farle aprire di nuovo la porta alla realtà. La bambina Peruviana, va nella scuola primaria dove anche Laura andrà, conosce tutti nel quartiere, conosce quella che sarà la sua insegnante e i suoi nuovi compagni, attraverso questo principio di relazione in cui, per paradosso sembrerà lei la straniera, Laura conoscerà e riconoscerà il passaggio, il rischio della fuga dalle sfide, capirà quanto è pericolosa la condizione di straniera in quanto solitudine autolesionista. Sarà la lettera del sindaco che le dà la benvenuta e la invita al consiglio comunale dei bambini, in quanto nuova cittadina, a chiudere il cerchio, a farle amare altri luoghi, altre persone.

Laura 1
Laura 2
Laura 3